
Progettare un magazzino moderno
Progettare un magazzino moderno.
Il mercato in cui le Aziende si trovano ad operare, siano esse manifatturiere o di distribuzione, è oggi più che mai caratterizzato da un’elevata complessità che rende dura la competizione e che assottiglia i margini. Tutto questo mentre si fa sempre più esasperata l’attenzione nei confronti del livello di servizio erogato al Cliente (velocità, affidabilità delle quantità e date di consegna) e, allo stesso tempo, del contenimento dei costi logistici che gravano sul prodotto.
Il magazzino è diventato un elemento strategico del network logistico e le Aziende ne ricercano una costante crescita del livello di servizio ed una sempre maggiore efficienza operativa, con l’obiettivo di contenerne i costi. Il magazzino è quindi oggi un sistema complesso, che richiede la presenza di personale qualificato in grado di integrare al meglio risorse umane e tecnologiche alle quali vengono chieste elevate prestazioni.
La progettazione del magazzino deve partire da un’attenta ricerca ed analisi dei punti critici della situazione esistente e da una chiara definizione degli obiettivi. Base di ogni analisi è la conoscenza non solo qualitativa, ma anche quantitativa dell’organizzazione e del processo: non si conosce ciò che non si è in grado di misurare. La misurazione consente inoltre non solo di innescare un processo di ridefinizione degli standard ma anche di fissare i nuovi obiettivi.
Il servizio logistico che l’Azienda è in grado di erogare ai suoi Clienti è fortemente legato alla qualità e all’efficienza del magazzino. Il magazzino ha un obiettivo preciso: da centro di costo deve evolvere verso centro di servizio e di profitto. Questo obiettivo è raggiungibile anche attraverso tecnologie e attrezzature di stoccaggio e movimentazione adeguate.
Il magazzino è parte essenziale della logistica ed è composto da tre elementi base: le strutture civili, quelle di posizionamento dei prodotti ed i mezzi di movimentazione interna.
Il magazzino è un locale adibito a deposito merci nel quale arrivano, si movimentano e si gestiscono e dal quale si distribuiscono valori economici, espressi sotto forma di prodotti e di servizi.
Il magazzino è un luogo dinamico dell’azienda sia essa produttiva o commerciale e nella sua progettazione le soluzioni non devono essere mai definitive e immutabili e tener conto della continua evoluzione aziendale ed alle possibili variazioni delle politiche aziendali produttive o distributive. E’importante che il progettista sia portato a conoscenza di possibili variazioni delle politiche aziendali produttive o distributive a breve termine in modo da tenerne conto nello sviluppo del progetto.
Inizialmente si deve definire una strategia progettuale e di realizzazione che individui chiaramente quali sono gli obiettivi cui deve tendere il magazzino quando sarà operativo: efficienza ed efficacia, con costi gestionali equilibrati in relazione al livello di servizio che deve essere svolto.
Il magazzino infatti è un luogo al servizio della produzione e della distribuzione, ma deve essere considerato come un’attività produttiva, con i suoi dati di produttività ed i suoi costi strettamente collegati sia alla produttività che al livello di servizio richiesto e realizzato.
Nella progettazione vanno necessariamente coinvolti e interpellati preventivamente e continuamente i responsabili gestionali ed operativi logistici dell’azienda, chi dovrà gestire il magazzino in tutti i suoi aspetti operativi, gestionali, amministrativi e informatici. Costoro devono fornire i “dati di campo” cioè tutti i dati relativi alle quantità, al tipo e dimensioni dei materiali immagazzinati, al numero di movimentazioni effettuate, al personale e ai mezzi impiegati per avere un parametro di riferimento iniziale e individuare tutte le possibili aree di miglioramento.
Nelle aziende generalmente tutto quanto riguarda il magazzino come l’area, le strutture di posizionamento, impianti specifici, mezzi di movimentazione rappresenta soltanto un costo difficilmente recuperabile con l’incremento della produttività. La conseguenza è che quando si devono approntare gli ordini ai fornitori per tutte le attrezzature necessarie si esaminano i preventivi analizzando gli importi finali, senza analizzare attentamente tutte le voci che compongono la cifra, tralasciando le caratteristiche dei materiali e dei mezzi proposti assegnando l’ordine al fornitore che offre il prezzo più basso.
Nel caso si voglia costruire un nuovo capannone il progettista deve tener conto, conoscendole, di tutte le esigenze legate all’area da destinare a magazzino dalle caratteristiche costruttive a dove e come posizionare pilastri, impianti di illuminazione, di spegnimento e di riscaldamento, vie di fuga, ciò al fine di evitare che vengano pregiudicate o ridotte l’operatività e produttività del magazzino.
A tal fine il progettista delle strutture civili dovrebbe essere coadiuvato da un esperto di logistica, ed in particolare di magazzini ed archivi che conosca le strutture fisiche, di stoccaggio e di posizionamento ed i mezzi di movimentazione.
Fare una corretta analisi ABC, suddividendo tutti gli articoli in tre classi dalla A (quelli a più alta rotazione), B (media) alla C (bassa) permette, conoscendo le dimensioni delle unità di carico UDC che contengono i prodotti stessi, di avere i dati di superficie e volumetrie necessarie allo stoccaggio e come poi le UDC devono essere dislocate all’interno del magazzino
Molto spesso è difficile capire, quando si gestiscono migliaia di codici, su quali articoli concentrare l’attenzione per il miglioramento dell’operatività del magazzino. Risulta allora utile applicare la Legge di Pareto che nel caso specifico ci dice che generalmente l’80% delle movimentazioni totali è fatto dal 20% degli articoli. E’ sufficiente concentrare gli sforzi su questo 20% per ottenere ottimi risultati di miglioramento.
Le strutture di stoccaggio sono le più svariate e variano in base alla tipologia delle UDC e all’uso a cui sono preposte. Quelle statiche più comuni sono quelle porta pallet, drive-in, leggere, cantilever, soppalchi. Alcuni tipi di scaffalatura possono essere dotati di sistemi di scorrimento a gravità o posizionate su basi mobili che ne consentono la compattazione in modo da ridurre il numero di corridoi per il prelievo/deposito degli articoli.
La scelta dei mezzi di movimentazione è dettata dalla produttività richiesta, dalla quantità di materiale che è necessario stoccare in una determinata area, dalle altezze che si devono raggiungere. I mezzi più utilizzati per la movimentazione sono i carrelli elevatori che si distinguono in:
- frontali che hanno bisogno di corridoi di lavoro generalmente superiori ai 3,5 mt ed arrivano ad operare sino a circa 8 mt di altezza
- retrattili che si muovono su corridoi fino a 2,7 mt e su altezze di 11 mt
- trilaterali con corridoi anche da 1,6mt e che arrivano a prelevare/depositare sino a 15 mt
L’utilizzo di una tipologia di carrello rispetto ad un’altra consente in base alle dimensioni del loro corridoio di lavoro, di aumentare sensibilmente l’indice di saturazione e di produttività del magazzino (sarà inferiore nel caso di carrelli frontali e superiore in quello con carrello trilaterale).
Se si vogliono aumentare ulteriormente tali indici, ma gli investimenti sono molto elevati, si può ricorrere al magazzino in cui la movimentazione viene fatta da trasloelevatori.
Nel caso in cui invece di progettare un nuovo magazzino si debba procedere alla riorganizzazione di uno esistente i concetti sopra esposti sono tutti validi, vanno aggiunte le difficoltà ad operare su strutture fisiche esistenti e quindi sarà il magazzino a dover essere ad esse adattato.
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